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LAGO DEI CIGNI: PAS DE DEUX DEL “CIGNO NERO”

Marianela Nunez e Thiago Soares, primi ballerini del Royal Ballet di Londra ed ospiti della Rassegna Tersicore di Daniele Cipriani, nel pas de deux dal 3°atto del “Lago dei cigni”.

Marianela Nunez è Odile, il seducente cigno nero nel rinomato pas de deux, tratto dal 3°atto del “Lago dei cigni”, uno dei più famosi ed acclamati balletti del XIX secolo, musicato da Piotr Ilič Čaikovskij. Il palcoscenico è quello dell’Auditorium della Conciliazione di Roma, che ha accolto la decima edizione della Rassegna Tersicore con la direzione artistica di Daniele Cipriani.

Partner della Nunez sulla scena è ancora una volta Thiago Soares, anche lui, come la Nunez, primo ballerino del Royal Ballet di Londra.

La prima rappresentazione del “Il Lago dei Cigni” ebbe luogo al Teatro Bolshoi di Mosca il 20 febbraio 1877, con la coreografia di Julius Wenzel Reisinger, che deluse però critica e pubblico. Il 15 gennaio 1895 ebbe luogo il primo allestimento coreografato da Petipa e Ivanov presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, e fu il successo: il balletto entrò a pieno diritto nel repertorio, pietra miliare della danza classica.

Paola Sarto

Foto di Massimo Danza

MARIANELA NUNEZ E THIAGO SOARES IN “DIAMONDS” (DA “JEWELS”).

I due primi ballerini del Royal Ballet di Londra in una virtuosa interpretazione del celebre balletto di George Balanchine.

L’argentina Marianela Nunez ed il brasiliano Thiago Soares, entrambi primi ballerini del Royal Ballet di Londra, hanno danzato all’Auditorium della Conciliazione di Roma, ospiti della decima edizione della Rassegna Tersicore con la direzione artistica di Daniele Cipriani.

In scena una virtuosa interpretazione di “Diamonds”, tratto da “Jewels”: un balletto strutturato in tre parti, ovvero “Smeraldi”, “Rubini”, “Diamanti”, con le composizioni di tre diversi musicisti, quali Gabriel Faurè, Igor Stravinsky e Piotr Ilič Čaikovskij, che fu rappresentato per la prima volta a New York nel 1967.

Si tratta di uno dei capolavori di George Balanchine il quale, da quel che dichiarava lui stesso, trovò ispirazione per questo balletto passeggiando per la Quinta Strada, dove si affacciano meravigliose vetrine di gioiellieri. Qualche tempo dopo, il famoso coreografo ebbe l’idea di farne un trittico, dedicato alle grandi scuole di danza che avevano influenzato il suo percorso ballettistico: il Teatro Mariinskij dove aveva fatto il suo apprendistato, l’Opéra di Parigi e il New York City Ballet. “Diamonds” in particolare si ispira allo stile, al gran virtuosismo, ai grandi balletti classici della danza russa.

Anche se “Jewels” non è mai stato rappresentato dalle tre compagnie riunite, come avrebbe auspicato Balanchine, il balletto nella sua interezza fa comunque parte del loro repertorio: dal 1999, è entrato nel repertorio del Mariinskij; nel 2000, in quello dell’Opéra National de Paris. In ogni caso, solisti di ciascuna scuola l’hanno interpretato insieme in occasione di una edizione del Festival del Mariinskij. Altre compagnie hanno inserito “Jewels” nel loro repertorio, in particolare il Balletto di Amburgo, il Miami City Ballet, il Cincinnati Ballet, il San Francisco Ballet, il Royal Ballet.

Paola Sarto

Foto di Massimo Danza