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Alëna Kovalëva e Jacopo Tissi in “Grand Pas Classique”

Coreografia creata da Victor Gsovskij nel 1949 su musica di Daniel-François Auber per Yvette Chauviré e Vladimir Skouratov, è caratterizzata da grande virtuosismo e abilità coreutica.

Questa coreografia fu creata a Parigi nel 1949 dal maestro del balletto russo Victor Gsovsky e viene definita un omaggio alla danza, un capolavoro di squisita abilità coreutica, particolarmente apprezzato dagli amanti del balletto.

 

Viktor Gsovskij è stato ballerino, coreografo e insegnante di danza sovietico (Pietroburgo 1902-Amburgo 1974). Fu interprete di balletti di Petipa e Fokin, maître de ballet alla Staatsoper di Berlino, coreografo di opere liriche e film, maestro di danza a Berlino (con la moglie Tatjana, anch’essa coreografa e creatrice nel 1955 del Berliner Ballet) e a Parigi. Il “Grand Pas Classique” fu creato da Victor Gsovskij nel 1949 su musica di Daniel-François Auber per Yvette Chauviré e Vladimir Skouratov ed è caratterizzato da grande virtuosismo

E’ stato eseguito in occasione de “Les Étoiles Gala internazionale di danza” a cura di Daniele Cipriani, svoltosi a Palazzo Mauro De Andrè, a Ravenna il 16 Luglio 2019.

Quel che caratterizza Les Étoiles è la brillantezza delle sue “stelle”. I migliori danzatori della scena contemporanea, un solo palco per accostare ospiti provenienti dai più prestigiosi teatri di tutto il mondo. Davvero un’occasione ghiotta per i ballettofili vedere dal vivo tanti loro beniamini.

Gli ospiti a Ravenna sono approdati dai gloriosissimi Bolshoi di Mosca e Mariinskij di San Pietroburgo, dall’Opéra di Parigi e dai Teatro dell’Opera di Vienna. E ancora: dalle compagnie nazionali di Ungheria, Olanda e Spagna, con anche una stella che brilla nei cieli, da scoprire, del Kazakistan.

Jacopo Tissi, 25 anni, primo ballerino italiano nella storia a essere assunto dal Teatro Bol’šoj di Mosca di cui oggi è Solista Principale. Uno dei debutti più attesi della favolosa tournée alla Scala del Bol’šoj, anche a giudicare dalle tante persone riunitesi in palcoscenico a fine recita, con l’affettuoso «bravo» di Carla Fracci, il plauso di Miuccia Prada, i complimenti diffusi a tutta la troupe moscovita, diretta con mano brillante da Makhar Vaziev.

Originario di Landriano, in provincia di Pavia, viso da bravo ragazzo, fisico da danseur noble già dai tempi in cui frequentava la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, Tissi è stato più volte indicato come il possibile nuovo Bolle della generazione anni Novanta. La prima volta alla Scala per Tissi fu quando aveva solo undici anni: “Ero al primo anno di Scuola di Ballo e fui scelto per la danzetta del primo atto dello “Schiaccianoci” di Nureyev con la compagnia del Teatro. Un ricordo bellissimo”.

LF Magazine

Foto: Massimo Danza

ALENA KOVALEVA E JACOPO TISSI in “DIAMONDS” (da Jewels)

I due giovani astri del Bolshoi in una lirica interpretazione del celebre balletto di George Balanchine in occasione de “Les Etoiles Gala Internazionale di Danza” a cura di Daniele Cipriani.


 

Una leggiadra ed elegante lettura del celebre passo a due “Diamonds”, quella di Iacopo Tissi ed Alena Kovaleva, entrambi provenienti dal Bolshoi di Mosca ed ospiti a Roma del gala internazionale Les Etoiles di Daniele Cipriani. Una coppia di danzatori armonici e perfettamente complementari nelle rispettive doti artistiche, un lirismo virtuoso che incanta lo spettatore.

“Diamonds” è tratto da “Jewels”, un balletto strutturato in tre parti, ovvero “Smeraldi”, “Rubini”, “Diamanti”, con le composizioni di tre diversi musicisti, quali Gabriel Faurè, Igor Stravinsky e Piotr Ilič Čaikovskij, rappresentato per la prima volta a New York nel 1967. Si tratta di uno dei capolavori di George Balanchine il quale, da quel che dichiarava lui stesso, trovò ispirazione per questo balletto, passeggiando per la Quinta Strada, dove si affacciano meravigliose vetrine di gioiellieri. Qualche tempo dopo, il famoso coreografo, ebbe l’idea di farne un trittico, dedicato alle grandi scuole di danza che avevano influenzato il suo percorso ballettistico: il Teatro Mariinskij dove aveva fatto il suo apprendistato, l’Opéra di Parigi e il New York City Ballet. “Diamonds” in particolare si ispira allo stile, al gran virtuosismo, ai grandi balletti classici della danza russa.

Anche se “Jewels” non è mai stato rappresentato dalle tre compagnie riunite, come avrebbe auspicato Balanchine, il balletto nella sua interezza fa comunque parte del loro repertorio: dal 1999, è entrato nel repertorio del Mariinskij; nel 2000, in quello dell’Opéra National de Paris. In ogni caso, solisti di ciascuna scuola l’hanno interpretato insieme in occasione di una edizione del Festival del Mariinskij. Altre compagnie hanno inserito “Jewels” nel loro repertorio, in particolare il Balletto di Amburgo, il Miami City Ballet, il Cincinnati Ballet, il San Francisco Ballet, il Royal Ballet.

Paola Sarto

Foto: Massimo Danza

ALENA KOVALEVA E JACOPO TISSI IN “DIAMONDS” (DA “JEWELS”).

I due giovani astri del Bolshoi in una lirica interpretazione del celebre balletto di George Balanchine.

Una leggiadra ed elegante lettura del celebre passo a due “Diamonds”, quella di Iacopo Tissi ed Alena Kovaleva, entrambi provenienti dal Bolshoi di Mosca ed ospiti a Roma del gala internazionale Les Etoiles di Daniele Cipriani. Una coppia di danzatori armonici e perfettamente complementari nelle rispettive doti artistiche, un lirismo virtuoso che incanta lo spettatore.

“Diamonds” è tratto da “Jewels”, un balletto strutturato in tre parti, ovvero “Smeraldi”, “Rubini”, “Diamanti”, con le composizioni di tre diversi musicisti, quali Gabriel Faurè, Igor Stravinsky e Piotr Ilič Čaikovskij, rappresentato per la prima volta a New York nel 1967.

Si tratta di uno dei capolavori di George Balanchine il quale, da quel che dichiarava lui stesso, trovò ispirazione per questo balletto passeggiando per la Quinta Strada, dove si affacciano meravigliose vetrine di gioiellieri. Qualche tempo dopo, il famoso coreografo ebbe l’idea di farne un trittico, dedicato alle grandi scuole di danza che avevano influenzato il suo percorso ballettistico: il Teatro Mariinskij dove aveva fatto il suo apprendistato, l’Opéra di Parigi e il New York City Ballet. “Diamonds” in particolare si ispira allo stile, al gran virtuosismo, ai grandi balletti classici della danza russa.

Anche se “Jewels” non è mai stato rappresentato dalle tre compagnie riunite, come avrebbe auspicato Balanchine, il balletto nella sua interezza fa comunque parte del loro repertorio: dal 1999, è entrato nel repertorio del Mariinskij; nel 2000, in quello dell’Opéra National de Paris. In ogni caso, solisti di ciascuna scuola l’hanno interpretato insieme in occasione di una edizione del Festival del Mariinskij. Altre compagnie hanno inserito “Jewels” nel loro repertorio, in particolare il Balletto di Amburgo, il Miami City Ballet, il Cincinnati Ballet, il San Francisco Ballet, il Royal Ballet.

Paola Sarto

Foto di Massimo Danza